Sagre, risate e la Locanda del Lieto Stare: che nostalgia
Io non sono un animale propriamente sociale, ma ricordo con nostalgia quando da bambina andavo alle sagre con mio papà e mia sorella Lilli.
Eccomi qui sopra col Cochi (il mio papà) a una festa a Fossona.
Mi ricordo…
- Mi ricordo quando andavo sulle catenelle con mia sorella e mio cognato Mario, che mi spingeva perché potessi prendere quella strana coda che penzolava. Secondo voi era di volpe? Mah?
- Mi ricordo le sagre di Santa Maria di Veggiano, quando andai a vedere Gianni Morandi e Pupo. Ebbene sì, i xe vegnù in qua.
- Mi ricordo le bancarelle con le spumiglie, i bastoncini di liquirizia e quelle pastine al pepe che piacevano tanto al mio papà Cochi.
- Mi ricordo quando organizzavano la cuccagna! Che beo.
- Mi ricordo quando, a 13 anni, davanti alla pista degli autoscontri pensai che stavo diventando adulta (che strana convinzione).
Una fissa: la Sagra dea Pasta coi Fasoi e Ossi de Masc-io
Tra l’altro ho una fissa, anzi un desiderio: mi piacerebbe organizzare la Sagra dea Pasta coi Fasoi e Ossi de Masc-io.
- Primo, perché i xe boni.
- Secondo, perché se ne possono preparare pignattoni in abbondanza per tempo, così i volontari lavorano meno e se la godono di più anche loro.
Minima spesa, massima resa.
Parrocchie, pensateci!
Spettacoli in cui tutta la comunità possa partecipare
Mi piacerebbero degli spettacolini in cui tutta la comunità possa partecipare.
Riuscite a immaginarmi con la parrucca, a impersonare il critico d’arte Vittorio Sgarbi?!
Dai che ve conto!
Erano gli anni in cui a Fossona il parroco era don Sergio. Lo so, lo cito spesso, ma che volete: per me è l’esempio di cosa si riesce a fare se la guida di una comunità è capace, carismatica e in ascolto.
La Locanda del Lieto Stare
Comunque, facevo parte del cast della Locanda del Lieto Stare.
Eravamo in tanti, anche personaggi illustri della comunità. Ma all’epoca eravamo davvero una simpatica banda di scappati di casa. Ci siamo divertiti tantissimo a organizzare e a fare le prove.
Facevamo mattina a ridere e scherzare davanti alla chiesa di Fossona… e pensa ti, non rompevamo niente, se non il silenzio della notte con le nostre risate.
Che bella la Locanda del Lieto Stare! Era una specie di cabaret:
- c’erano gli attori, tipo io, che appunto impersonavo Vittorio Sgarbi;
- il mio compianto e carissimo amico Franco (Donadello), che impersonava Desolina Vacca alla ricerca del figlio Gnazio;
- le ragazze che ballavano il flamenco;
- la “secchiona” che stupì tutti ballando un favoloso hula-hoop…
Eravamo FAVOLOSI!
Ho nostalgia di quegli anni fragorosamente FAVOLOSI!
Lo rifarei. Ma con chi?
Sarebbe bello farlo ancora… ma con chi?! Siamo diventati tutti troppo seri, troppo concentrati sull’obiettivo.
All’epoca lo facemmo e basta, solo per divertirci.
La parrucca da Sgarbi non ce l’ho più, ma il senso critico permane e, se possibile, è diventato più caustico. Quindi io lo rifarei!
E vorrei ancora rompere il silenzio della notte con le risate. Ma tanto a far casino ci sono già quelli che passano ai 100 km/h di notte… non i ga capìo che non i xe fighi: sono semplicemente pericolosi e sensa creansa.
#rancuremose