In questa grande confusione, come faremo a orientarci?
Da quando ho iniziato questo mio percorso di impegno civico e politico sono accadute tante cose. Molte stanno condizionando la qualità e il nostro stile di vita… molto spesso in peggio.
Del caldo ormai ne abbiamo sentito parlare talmente tanto che, anche quando le temperature sono miti, alla parola “caldo” iniziamo automaticamente a sudare.
Il caro vita
Ma ci sono altre cose che ci fanno star male, dentro e fuori.
In primis quello che chiamano “caro vita”, accentuato enormemente dall’aumento dei carburanti. È difficile farsene una ragione.
Cerco informazioni costantemente sul perché… poi però mi sono fermata. Alla fine, anche se riuscissi a capire dov’è la fregatura, non cambierebbe il salasso al distributore e in qualsiasi altra spesa, specialmente al supermercato.
La rogna me la devo sorbire comunque.
Arrendermi all’evidenza che non posso cambiare granché le cose è stata una mazzata. Ha cambiato il mio modo di guardare alle cose.
I problemi ci sono, sono tanti e riguardano soprattutto chi non è milionario. Ma secondo me anche ai “pien de schei” la faccenda inizia a innervosire.
Le priorità di chi sta a Roma
Per questo mi sono rotta davvero le scatole nel notare che le priorità principali di chi è a Roma, maggioranza e opposizione, sono solo i sondaggi e l’imminente campagna elettorale.
D’altra parte è normale: le indennità di un politico nazionale sono smisurate, e credo proprio che abbiano perso completamente il contatto con la realtà.
Non è più una questione di partito o di orientamento politico: è una questione di casta.
Non voglio entrare in discussioni che riguardano dinamiche geopolitiche, ma ‘sti qua stanno a pettinare le bambole mentre il Paese va a ramengo.
Ma vi rendete conto?
Il nostro Veneto era un fiore all’occhiello, un vanto sia dal lato economico sia per un servizio sanitario d’eccellenza.
Adesso:
- negozi e fabbriche chiudono;
- c’è gente in cassa integrazione;
- ci sono liste di attesa infinite per visite che un tempo erano facilmente prenotabili.
E a livello nazionale a cosa pensano? Alla campagna elettorale del 2027, a come arginare nuovi movimenti.
E intanto il nostro portafoglio langue.
Lo so, forse sarà un ragionamento populista, ma mi sono stancata di sentire ‘ste cavolate.
Il caso Bonaccini
Così, quando ho sentito le uscite di Bonaccini sul fatto che il suo PD non viene votato da una fetta di popolazione perché queste persone sono poco istruite, perché le xe massa provinciai, o parchè le xe massa poarette (e lo scrivo in dialetto di proposito), la cosa mi ha fatto proprio girare.
Ok, nell’intervista faceva mea culpa sul fatto che il PD deve intercettare questa fascia di elettorato.
Ma, a mio avviso, ha fatto due gravi errori.
Il primo errore
Se una certa fascia di elettorato non ti vota, non puoi scaricare il problema su di essa e su quelle che ritieni essere le sue magagne.
Ti tiri su invece le manichette, vieni a vedere con i tuoi occhi e a toccare con mano. E invece di basarti solo sulle statistiche, cerchi di capire come farti capire.
Perché quello del PD è un problema di linguaggio: un linguaggio elitario, nella maggior parte dei casi.
I risultati elettorali degli ultimi tempi parlano chiaro: basta vedere il caso Martella, candidato sindaco a Venezia. Ha preso voti praticamente solo in città… e ha perso. Be’, mi pare che il risultato parli da sé.
“Nooo, è la gente ‘bassa’ che non capisce!”
Invece di chiedersi:
“Come posso comunicare in modo che i miei valori e il mio programma siano compresi da TUTTI?”
Il secondo errore, madornale
A livello di pura comunicazione, Bonaccini ha peccato di una grandissima ingenuità.
Come puoi pensare che certe esternazioni non avrebbero prestato il fianco a repliche feroci, servendo il tuo scalpo su un piatto d’argento?!
Non stiamo parlando di un pischello qualunque, ma di uno che è attualmente europarlamentare, è stato presidente della Regione Emilia-Romagna ed è stato in lizza per la segreteria del PD.
Cioè, mi state dicendo che ‘sto tizio, con indennità stellari, non si fa affiancare da uno staff di comunicazione che lo guidi e lo metta in guardia da possibili scivoloni?!
Le opzioni sono tre:
- l’è tirchio e non ha uno staff;
- è un mix di arroganza e ingenuità;
- vuole boicottare il suo partito.
In tutti e tre i casi, è meglio che ci pensi quattro o cinque volte prima di parlare.
Bonaccini è solo un esempio. Di tal tacca ce ne sono a destra e a sinistra.
Abbiamo bisogno di una nuova classe politica
È per questo che sono giunta alla conclusione che abbiamo bisogno di una nuova classe politica.
Abbiamo bisogno di gente:
- competente, che ha imparato sul campo;
- che comprende le questioni di tutti;
- che parla il necessario e sa farlo in modo comprensibile a tutti.
Di persone valide ce ne sono in tutti gli schieramenti. Solo che probabilmente non ne sentiamo parlare tanto, perché sono impegnate a portare “valore” invece che a blaterare davanti a una telecamera.
Politicamente parlando, sono un pochettino scombussolata.
Una volta guardavo al politico in base al colore di appartenenza. Ora lo guardo in base al suo curriculum e a quello che fa e sta facendo.
Certo, è più faticoso. Implica informarsi e non fermarsi ai titoloni dei giornali.
Da che parte sto?
Se oggi mi chiedessero da che “parte sto”, direi semplicemente: da nessuna in particolare.
Sto dalla parte del buon senso, che implica una certa complessità.
Mi sento un’agnostica con un forte senso civico.
Non ho idee di destra o di sinistra: HO DEI VALORI CHE RITENGO SANI.
Perché sono i valori che, in cuor nostro, muovono le nostre azioni e lasciano le tracce della nostra esistenza sul pianeta.
Le persone trasparenti
Una persona può essere “trasparente”: non urla ai quattro venti le sue ragioni, non predica la retta via…
Ma una persona trasparente, con dei valori sani, lascerà un segno positivo in chi ha conosciuto e nel mondo che ha abitato.
Per fortuna ce ne sono tante, di queste persone. Il problema è che non sanno fare RUMORE.
Certo, non c’è una gerarchia di valori sani o malati, ma sappiamo tutti cos’è giusto o sbagliato.
Non serve essere credenti o religiosi: è qualcosa di innato, fa parte dei geni della nostra specie.
Il valore imprescindibile
Un valore, però, secondo me è imprescindibile:
IL RISPETTO, per sé stessi e verso gli altri.
Citando Rumi, che mi piace tanto:
“Al di là di ciò che è giusto o sbagliato esiste un luogo. Là ci incontreremo.”
#rancuremose