RSA a Fossona: iniziati i lavori. Ma la vera piaga è la solitudine
Me lo avete detto in tanti, in questi giorni.
Cosa posso rispondere? “Ho visto, sì!”
Passando davanti al cantiere ho provato a fare una foto. Non si capisce molto, solo nuvoloni all’orizzonte.
Le mie opinioni? Sono contrastanti
Rubrica #cosecomuni
Da una parte sono contrariata.
Se assomiglierà anche solo un po’ alla struttura gemella di Lozzo Atestino, esteticamente non mi piacerà.
Ma è un giudizio personale, nulla a che fare con la funzionalità.
Dall’altra parte si aprono ragionamenti che vanno ben oltre questa RSA.
Le RSA sono necessarie. Ma non sono l’unica via
Le RSA sono necessarie. Lo so.
- Servono per chi non può essere gestito in famiglia.
- Servono perché la popolazione invecchia e la solitudine avanza.
Ma non sono l’unica via.
Sul “business dell’invecchiamento” non mi pronuncio, non cambia nulla.
Quello che mi pesa è altro: sembra che invecchiare sia una malattia. Una zavorra.
E la soluzione sembra sempre la stessa: rinchiudere le persone anziane in enormi “asili” a tempo pieno, perché prima o poi diventeremo tutti un peso per qualcuno.
Per le situazioni senza alternative, ok. Ma per tutto il resto?
Le soluzioni esistono
Una su tutte: il co-housing. Case e appartamenti in cui persone anziane (sole ma autosufficienti) condividono spazi mantenendo indipendenza e autonomia. Fanno comunità.
Perché la vera piaga della società odierna non è l’invecchiamento.
È la solitudine.
Serve costruire alternative. Perché indipendenza e autonomia sono le due facce della dignità.
Cosa manca davvero?
Una strategia a lungo termine con un obiettivo chiaro: fare comunità.
I tempi sono incerti. Diventiamo sempre più poveri, soprattutto umanamente.
E in questo scenario dimentichiamo troppo spesso che la soluzione è già a portata di mano.
La comunità (intesa come senso di appartenenza e scelta consapevole di dove e come vivere) significa:
- prendersi cura del capitale umano;
- investire nel proprio territorio;
- creare luoghi di incontro e condivisione;
- costruire un sistema di responsabilità comune.
Ne siamo sicuri?
“Ma, Laura, daiiii, te si sempre la solita catastrofica, qui questo problema non esiste. Qui ci vogliamo tutti bene. Il nostro territorio è bellissimo.”
Ne siamo sicuri? Proprio sicuri?
Forse ho le traveggole.
O forse, come al solito, nascondiamo la testa sotto la sabbia per non vedere i nuvoloni grossi grossi all’orizzonte.
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