Il senso del mio mandato: alla ricerca della forza calma
Considerazioni sul mio cambiamento personale e su come intendo proseguire il resto del mio mandato da consigliere comunale.
Sommario:
- un nuovo approccio orientato alle soluzioni;
- fare il consigliere di opposizione è scomodo;
- le tematiche su cui mi concentrerò.
Un nuovo approccio orientato alle soluzioni
Buon anno a tutti, è un po’ che non condivido con voi qualche pensiero e ragionamento.
Avevo bisogno di riflettere sul senso del mio impegno civico.
Sono permeabile a quanto mi circonda, e il contesto socio-politico in cui viviamo ha creato in me profondo turbamento.
Avevo perso il senso dell’orientamento.
Non mi riconoscevo più in nessun colore, in nessuna corrente.
L’involgarimento generale della comunicazione, anche politica, aveva messo in discussione molti dei miei valori.
Mi sono sentita un pesce fuor d’acqua.
Poi ho preso in prestito la filosofia che da sempre applico nella fotografia, una delle mie passioni: togliere tutto ciò che non è necessario, affinché rimanga il senso di quanto voglio comunicare.
Cos’è rimasto?
Sono rimasti i valori, quelli che da sempre muovono le mie azioni. E una rinnovata consapevolezza: le soluzioni, almeno per me, devono basarsi su concretezza e razionalità.
Sono convinta che il cambiamento possa avvenire concentrandosi sulle possibili soluzioni più che sui problemi.
Quando mi sono candidata alle ultime elezioni comunali, un anno e mezzo fa, ero ingenua e inesperta.
Ammetto che non sapevo come muovermi. Poi ho capito che l’entusiasmo non basta.
Serve motivazione, e la motivazione si nutre di valori e obiettivi da raggiungere.
Ho capito che il modello “opposizione” non fa per me. La polemica sterile non fa per me.
Non mi interessa andare contro per partito preso, per fare notizia o scalpore, per avere cinque secondi di visibilità.
Ciò che mi interessa è risolvere i problemi che mi si parano davanti.
È sempre stato così, anche a scuola con i problemini di matematica: provavo e riprovavo finché non li risolvevo.
Con l’unica differenza che nella vita adulta non c’è la soluzione in fondo al libro. E anche se raggiungi la soluzione, non sempre ti senti più brava e a posto.
Fare il consigliere di opposizione è scomodo
Fare il consigliere comunale di opposizione mi fa sentire costantemente scomoda.
Perché non c’è una soluzione in fondo al libro.
Non c’è la maestra che mi dice “brava Laura, hai fatto bene i compiti per casa”.
Qualsiasi cosa io faccia, deluderò o infastidirò comunque qualcuno. La realtà è che ognuno, anche in buona fede, tende a tirare l’acqua al proprio mulino. Siamo umani.
Una volta fatta pace con questa scomoda consapevolezza, ho capito quale poteva essere il mio personale modo di adempiere ai miei compiti da consigliere:
“Concentrarmi nel riconoscere i problemi e cercare possibili soluzioni.”
Grande ambizione, eh?! Tenendo conto che non sono il Sindaco, nemmeno assessore e nemmeno in maggioranza.
Fa niente, essere una vincente non è mai stata una mia priorità.
Avevo però bisogno di trovare una chiave di lettura per riconoscerli, i problemi.
Così ho deciso di applicare la regola che applico sempre: massima resa, minima spesa. Sostenibilità economica in primis.
Cosa intendo per sostenibilità economica
Se ci sono i soldi si fa, altrimenti non si fa… almeno non subito.
Esempio pratico: se oggi ho 100.000 € e li spendo tutti per comprare una Ferrari, ma poi non ho più i soldi per pagare bollo, assicurazione, carburante, manutenzione e via dicendo, è stato un buon affare?
Sono sicura di potermi permettere la Ferrari, anche se ho i soldi per comprarla?
Io sono del parere che è meglio una 500. Così mi avanzano i soldi per:
- fare la spesa;
- andare in ferie;
- pagarmi le visite mediche private e il dentista;
- investire qualcosa e farlo fruttare.
Potrei continuare con altri esempi per ore.
Dobbiamo tornare a ragionare sul medio e lungo termine. Non possiamo fare azzardi, perché un errore grosso oggi lo pagherà anche chi verrà dopo di noi.
E non me par proprio i tempi.
Ci siamo passati tutti: un errore oggi lo paghiamo anche domani.
Non un approccio politico, ma di responsabilità
Lo so, questo non è un approccio politico. È un approccio che si basa sulla responsabilità.
Perché l’unico senso che riesco a dare al mio incarico da consigliere comunale di opposizione è la responsabilità:
- monitorare, per quanto mi è possibile, l’andamento dell’amministrazione di cui, seppur nelle file della minoranza, faccio parte;
- condividere e sostenere le azioni che ritengo porteranno buoni frutti;
- mettere in discussione ciò che non condivido.
Con questo rinnovato e più onesto approccio ho condiviso, sul nuovo Bollettino del mio Gruppo Consiliare Uniti per Cervarese, le mie perplessità su:
- la gestione generale del Castello di San Martino e del parco;
- il progetto del nuovo Palazzetto dello sport.
Il bollettino completo lo trovate qui: bit.ly/bollettino2025. Una versione ridotta verrà pian piano distribuita in formato cartaceo.
Ora che ho condiviso con voi questa nuova visione mi sento più serena. Mi sono liberata dalla gabbia di un lenzuolo sempre troppo corto: quello della compiacenza.
Compiacere per non dispiacere non fa per me.
Per il semplice motivo che non fa bene alla mia autostima, e nemmeno al mio fegato e alla mia dermatite.
Le tematiche su cui mi concentrerò
Il mio focus, da qui alla fine del mandato, sarà:
- la sostenibilità economica di qualsiasi progetto;
- la salute pubblica (sanità e ambiente);
- investimenti e sostegno alle attività produttive e commerciali del territorio.
Sono i miei punti cardine. Non bandiere politiche: li sento come una necessità personale e per la comunità.
Servirà?
Qualcuno condividerà la mia prospettiva?
Onestamente non lo so, e poco importa.
Quello che importa è che dormirò serena: non avrò tradito i miei valori, non mi sarò prestata a inutili polemiche e avrò la coscienza a posto.
Rancuremose
Laura Bison