Ho trovato l'interruttore per spegnere il caldo: più alberi
Non so se ce ne siamo accorti tutti. Io sì, e più passano gli anni, più ne soffro.
Non so se sia perché fa veramente più caldo, come dicono in TV, o se dipenda da me.
Ho fatto un po’ di ricerche.
Nel mio caso specifico la combinazione maledetta è:
- lo strato adiposo;
- e ‘sta cosa che chiamano “riscaldamento globale”.
Ora, se per lo strato adiposo (stile foca artica) la soluzione è mettermi a dieta e fare sport, per il riscaldamento globale è tutta un’altra storia.
Cercasi interruttore
Ho cercato su ChatGPT e sulle varie AI, ma non ho capito dove stia l’interruttore per spegnerlo… il riscaldamento globale, intendo.
Credo ci sia un difetto di progettazione: è come se ci avessero venduto una macchina senza le manopole per spegnere l’aria calda. Sel riva te teo tien!
Allora mi son chiesta: “Ci sarà un interruttore di sicurezza?!”. E cercando cercando, ho avuto una genialata.
La genialata in bici
Mi è venuta in mente l’altro giorno, quando sono andata a farmi un giro in bici.
Con l’amico Filippo siamo partiti alle 18:00 e pareva on forno.
Però, percorrendo la ciclabile delle Frassenelle, sotto el tunnel di piante (e anche qualche immondizia, a dir la verità…) faceva meno caldo e si respirava.
Quindi mi son chiesta: “Vuoi vedere che più piante ci sono, più fresco fa?!”
Da quell’ipotesi da bar ho fatto qualche ricerca e par proprio che sia così.
Il piccolo pregio delle piante
Le piante, ‘ste brutte, inutili e cattive creature che sporcano quando cadono le foglie, sembra abbiano anche un piccolo pregio:
- fanno ombra;
- traspirando, ripuliscono l’aria;
- aiutano considerevolmente ad abbassare la temperatura.
Quindi, se non c’è un magico interruttore per il riscaldamento globale, c’è però una soluzione a portata di mano.
Gli incentivi esistono
Ho chiesto di nuovo alla vecchia comare ChatGPT se ci sono incentivi al rimboschimento, sotto varie forme.
E cos’ho scoperto? Che ci sono incentivi agricoli:
- per piantare alberi a lungo termine;
- per fare boschetti da legna;
- per piantare lungo i confini dei campi.
Quest’ultima voce mi ha ricordato che, quando studiavo da geometra, una delle materie che mi piacevano di più era Estimo.
E sui libri arcaici di allora si citavano spesso i frangivento: proprio quelle alberature lungo i campi che, oltre a fare ombra, proteggono anche le colture.
Che poi mi torna in mente quanto erano più alberati i centri abitati dei nostri paesi quando ero bambina.
Meno cemento, più alberi?
La domanda sorge spontanea. ‘Sto riscaldamento globale non ha un interruttore e probabilmente dipende anche dal consumo di suolo, soprattutto quello che un tempo era alberato.
E costa un botto in termini di salute, energia e inquinamento (pensiamo alla bolletta e ai gas che emettono i climatizzatori).
Ma a ‘sto punto non converrebbe togliere cemento dove possibile e piantare ancora alberi?
Ah, so già cosa sta pensando qualcuno di voi:
“Eh sì, ma dopo e piante e sporca e strade, bisogna netare.”
Te par che se go on lotto de terra o fasso verde, invesse de far appartamenti?!
Bisognerebbe fare due conti
Con una prospettiva a lungo termine, in ottica sostenibile.
Siamo sicuri che una buona manutenzione del verde (in casa propria e nelle aree comuni) sia veramente antieconomica rispetto a:
- pagare bollette salatissime;
- rinchiudersi in casa per non fare la fine di un uovo fritto in padella;
- costruire e poi lasciare sfitto, perché è troppo caro e/o non nasse più putei e semo tutti veci da ricovero?
Cioè, me par el can che se morsega ea coa. Preferiamo la comodità immediata al benessere nel medio e lungo termine.
Questo sì che è spirito di conservazione della specie!
Il verde come valore per il paese
Più verde, nei centri abitati e non solo, non è solo una soluzione parziale al riscaldamento globale. È probabilmente un plus quando qualcuno decide di trasferirsi in un luogo che risulta più salubre e accogliente.
Se devo decidere se andare a vivere in un paese brutto, pien de cemento e caldo (che quando chel can fa la pipì per strada, evapora prima di toccare terra), oppure in un paese pieno di verde, fresco e umanamente più sostenibile… be’, vago vivere nel secondo.
Pensemoghe e #rancuremose